
...dev'esserci un'isola più a sud, un altro mare che nuota in altro blu...
giovedì 24 dicembre 2009
sabato 12 dicembre 2009
sabato 28 novembre 2009
Sai
Sai perchè ti amo?
Perchè mi piace tanto come cammini.
E come muovi le mani,
gli occhi lucidi quando mi guardi.
Il tuo sorriso e le bocca che socchiudi.
Mi piace il tuo carattere ombroso,
quel tuo essere scontroso,
quel modo speciale che hai di farti odiare.
Sai perchè ti amo?
Perchè mi piace tanto quando corri.
I tuoi muscoli in movimento.
Il vento che ti lasci dietro.
I pensieri che ti porti dentro.
Mi piace quell'aria indifferente,
quell'atteggiamento scostante.
Ti amo perchè quando ridi mi spalanchi le porte del buonumore.
Sei come pioggia fitta che non smetti di guardare.
Sai perchè ti amo?
Perchè sei un pericolo costante.
Come quando ti tuffi da altezze improbabili in uno specchio d'acqua poco profonda e torni da me dicendo semplicemente dovevo farlo ed il cuore mi si gela.
Perchè poi mi abbracci e sento che dovevi, è vero: dovevi farlo.
Perchè quando mi abbracci ti sento il cuore penetrarmi l'anima.
Sai perchè ti amo?
Perchè riesci a piangere ancora come fossi un bambino,
perchè dietro gli occhiali brucia la passione,
perchè ti lasci morire giorno dopo giorno traversato dal dolore.
Perchè rinasci ogni volta solo per me.
Ti amo perchè non me lo dici mai
ma non c'è un solo istante che io possa dubitarne.
sabato 21 novembre 2009
lunedì 16 novembre 2009
sabato 7 novembre 2009
come
come faccio a desiderare tanto soltanto una 
e una cosa e poi,
dopo,
solo e soltanto il suo contrario?
e una cosa e poi,
dopo,
solo e soltanto il suo contrario?
martedì 27 ottobre 2009
Prima
Ti pare normale?
Lo sguardo di lui è sospeso tra l'interrogativo ed il meravigliato.
Arriccia il naso e allarga gli occhi.
Cosa, scusi?
Scusi...? Lei sorride. Ironica.
Che fai, mi dai del lei? Si aggiusta i capelli con la destra che poi rimette in tasca.
Lui spalanca un sorriso imbarazzato.
Cosa mi dovrebbe apparire non normale, comunque?
Vabbè, niente, come non detto. E se ne va lasciandolo di sale.
Una leggera sensazione di caldo fuori stagione.
Lui non sentiva il peso delle nuvole di parole non dette.
Amava cercare piuttosto che trovare.
Per tanti motivi non la vide che ventidue giorni dopo.
Non gli fu difficile contare i giorni.
Le guardò i capelli raccolti.
Le spalle.
Le mani in tasca.
Immaginò le parole, i movimenti dei piedi, la curva dei pensieri.
Intanto lance di sole caldo sbattevano sulla sua fronte e si depositavano sul tappeto delle rosse foglie secche.
Lei non si mosse.
Lui neppure.

E così continuò a guardarla da una certa distanza.
Cosa gli piaceva tanto?
Non il nome che non conosceva.
Non il viso che vedeva sempre di profilo o di tre quarti.
Non i capelli perennemente legati.
Non le mani, non i denti, non gli occhi.
Ad un tratto gli parve che si spostasse come se lo sguardo ripetuto la passasse da parte a parte. Fece un mezzo giro verso di lui.
Ma poi s'incamminò precedendolo.
Lasciando piccole impronte sull'asfalto come cerchi nell'acqua.
Lo sguardo di lui è sospeso tra l'interrogativo ed il meravigliato.
Arriccia il naso e allarga gli occhi.
Cosa, scusi?
Scusi...? Lei sorride. Ironica.
Che fai, mi dai del lei? Si aggiusta i capelli con la destra che poi rimette in tasca.
Lui spalanca un sorriso imbarazzato.
Cosa mi dovrebbe apparire non normale, comunque?
Vabbè, niente, come non detto. E se ne va lasciandolo di sale.
Una leggera sensazione di caldo fuori stagione.
Lui non sentiva il peso delle nuvole di parole non dette.
Amava cercare piuttosto che trovare.
Per tanti motivi non la vide che ventidue giorni dopo.
Non gli fu difficile contare i giorni.
Le guardò i capelli raccolti.
Le spalle.
Le mani in tasca.
Immaginò le parole, i movimenti dei piedi, la curva dei pensieri.
Intanto lance di sole caldo sbattevano sulla sua fronte e si depositavano sul tappeto delle rosse foglie secche.
Lei non si mosse.
Lui neppure.
E così continuò a guardarla da una certa distanza.
Cosa gli piaceva tanto?
Non il nome che non conosceva.
Non il viso che vedeva sempre di profilo o di tre quarti.
Non i capelli perennemente legati.
Non le mani, non i denti, non gli occhi.
Ad un tratto gli parve che si spostasse come se lo sguardo ripetuto la passasse da parte a parte. Fece un mezzo giro verso di lui.
Ma poi s'incamminò precedendolo.
Lasciando piccole impronte sull'asfalto come cerchi nell'acqua.
mercoledì 21 ottobre 2009
fai male, lo sai?
magari tu mi pensi ancora
magari tu mi cerchi ancora
magari tu mi canti ancora
magari mi dici buongiorno ancora
abbassando la voce
quando mi presento all'improvviso dietro i capelli
che lasci che coprano ancora
Lo sai che non ti sogno mai?
magari tu mi cerchi ancora
magari tu mi canti ancora
magari mi dici buongiorno ancora
abbassando la voce
quando mi presento all'improvviso dietro i capelli
che lasci che coprano ancora
Lo sai che non ti sogno mai?
E che tutte le volte che stringo gli occhi voli via
quando ti penso forte
Magari mi pensassi ancora
magari mi cercassi ancora
magari mi cantassi ancora
Lo sai che non ti sogno mai
anche se vorrei
anche se
anche
se mi dicessi buongiorno
se mi dicessi ci sono
ma vado
se mi credessi al tuo fianco
Lo sai che non ti guardo mai...
e che se mi fai male è sempre uguale
quando ti penso forte
Magari, magari
magari pensi al mare
magari sfogli il cielo
magari hai contato tutti i minuti sottovoce
e così appari
tra il ruvido d'una pagina
nella tasca del loden
nel caffè che circonda
quando ti penso forte
Magari mi pensassi ancora
magari mi cercassi ancora
magari mi cantassi ancora
Lo sai che non ti sogno mai
anche se vorrei
anche se
anche
se mi dicessi buongiorno
se mi dicessi ci sono
ma vado
se mi credessi al tuo fianco
Lo sai che non ti guardo mai...
e che se mi fai male è sempre uguale
quando ti penso forte
Magari, magari
magari pensi al mare
magari sfogli il cielo
magari hai contato tutti i minuti sottovoce
e così appari
tra il ruvido d'una pagina
nella tasca del loden
nel caffè che circonda
magari magari
adesso ti chiedi chi sono
adesso che penso
adesso che muovo
adesso che canto
adesso che vado
magari ti chiedi
e mi scacci lontano
come un alibi leggero
adesso ti chiedi chi sono
adesso che penso
adesso che muovo
adesso che canto
adesso che vado
magari ti chiedi
e mi scacci lontano
come un alibi leggero
come una menzogna fanciulla
come faccio io
con te
quando appari
appari
appari
fai male, lo sai?
come faccio io
con te
quando appari
appari
appari
fai male, lo sai?
mercoledì 14 ottobre 2009
Εκατό φορές κομμάτια έγινα για σένα μια βραδιά
Poi venne il mal di testa.
Come bordate sulla porta di una casa che dorme.
Nel silenzio della notte.
Alle tre.
O alle quattro.
Quando concede.
Apre la finestra sul dolore e scalcia il sonno che s'abbandona sugli occhi.
Stanchi prima di cominciare.
Εκατό φορές τα μάτια, είπαν φεύγω μα δεν έφυγα ούτε μια
da non poter leggere
male
da non poter scrivere
male
che la musica fa più male
mercoledì 7 ottobre 2009
martedì 6 ottobre 2009
attimi
E' in attimi come questi.
Quando la pioggia bussa violenta sulle finestre
e la danza martella le tempie
Chiudo gli occhi e mi abbraccio la testa tra le mani
E' in attimi come questi
che sento la lancetta dell'orologio
scandire ogni singolo secondo
costruire minuti tristi di ore tremende
E' in attimi come questi che penso a quanti giorni ancora mi dovrò sopravvivere
A quanti anni ancora
Senza te
la luce delle tue labbra
le vie dei tuoi nei
l'ombra delle tue mani
E' in attimi come questi
che il cuore mi si sgretola dentro
come argilla secca.
domenica 20 settembre 2009
7
Quella delle nere lucenti cozze strappate a grappoli fu l'ultima domenica d'estate.
Poi vennero le piogge.
E le domande.
E le domande.
sabato 19 settembre 2009
fa bene ricordare
Lentamente muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
(P. Neruda)
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
(P. Neruda)
lunedì 14 settembre 2009
Oggi
Oggi è il grande giorno.
Grande.
Per chi non so.
Per me no.
E' un addio, tutto finisce e quello che c'è stato qui, tra noi, vola via con te.
Passeranno i giorni, arriverà l'inverno. Neve fresca andrà a coprire una ferita antica: tutto muore.
Il sale della nuova estate porterà ancora dolore.
In testa
e nel cuore.
Come sempre.
domenica 30 agosto 2009
venerdì 28 agosto 2009
Ehi, tu che metti in moto la mini crema e parti lento guardandoti indietro un paio di volte...
Ehi, ti ricordi quella telefonata?
A casa, allora non c'erano cellulari. Era l'ora di cena e da pochi minuti avevamo smesso di raccontarci il nostro viaggio a Rio.
"Aò?"
"...ò"
Il nostro modo.
"Dice Ermanno che alla ********* cercano un portiere di notte..."
"Uhm...quanti turni?"
Cominciò così la nostra avventura parallela nel mondo del lavoro.
Feci un facile colloquio e cominciai a sentirmi, come te, il padrone del buio.
Furono tempi per nulla semplici: la mattina il corso per programmatore, il pomeriggio l'agente immobiliare e la notte davo le chiavi.Crescevo, insieme a te.
Quante risate al telefono tra una stampa e l'altra?
Quanti racconti di amori sfumati, donne deludenti e progetti fantasiosi?
Siamo cresciuti, sono passati quindici anni.
E adesso cosa ci fa quel completo grigio impiccato nella gruccia che ti porti via?
Che ti porta via.
Quando tornerai sarà per l'ultima volta.
Un nuovo progetto, tintinnii non consueti, voci differenti, settecento km di separazione.
E' la banale legge crudele della vita: tutto termina...
Mi pare ieri.
Ho talmente tante figure che mi s'incartocciano nella mente che faccio fatica ad elencare.
Siamo diventati uomini insieme percorrendo la stessa strada. Inciampando sovente, mani forti a sorreggerci l'un l'altro.
Buona fortuna amico mio.
Te lo scrivo perchè poi rimanga solo a te, e non te lo dirò a parole:
sono fiero ed orgoglioso che vai a dirigere a Cortina;
sono fiero di aver condiviso tutti questi anni di lavoro che ci hanno visto crescere a livello umano e non solo, abbiamo imparato assieme a fare un sacco di cose, abbiamo insieme distrutto l'impero di un despota idiota.
Sono orgoglioso davvero perchè so che una parte di me sarà con te a Cortina, una parte che esula dalle conoscenze lavorative e dalle capacità di manager, sarà una parte che ha a che fare con la libertà, con l'orgoglio e con la dignità.
Una parte di noi per la quale abbiamo lavorato e lavoreremo tutti i giorni della nostra vita.
domenica 23 agosto 2009
Devo
...devo fare qualcosa perchè smetta di pensarti
qualcosa che possa distrarmi
che riesca a fermarmi
perchè di notte dorma
perchè con la luce s'attenui il sogno
e si fermi la febbre.
Devo fare qualcosa per lavare il profumo
cancellare le tracce
ottenere la pace
ed il perdono.
Devo fare qualcosa per abbassare il volume della canzone che mi gira in testa
se non ci sei e ti cerco
come sempre
da sempre
quando non ci sei
e quando compari
Devo fare qualcosa perchè il cuore smetta di bussare
e la mente di reclamare
le tue mani
e la tua bocca
che sa di me
quando mi baci
mi sfiori e poi
scompari.
Devo fare qualcosa perchè tu smetta
di cercarmi
perchè tu sappia che non puoi avermi
perchè tu sappia che non puoi.
Perchè tu non sappia più
quanto io
continui a volerti.
mercoledì 19 agosto 2009
Lei, lei
Lei, Lei...
a volte non sa quello che dice.
Chiede quello che vorrebbe sentirsi dire.
S'incazza per quello che non sente.
Perchè cerca con gli occhi.
Rovista con gli sguardi.
Attende suoni.
Lei, Lei...
non sa fermare il tempo.
Il respiro è dentro di se.
a volte non sa quello che dice.
Chiede quello che vorrebbe sentirsi dire.
S'incazza per quello che non sente.
Perchè cerca con gli occhi.
Rovista con gli sguardi.
Attende suoni.
Lei, Lei...
non sa fermare il tempo.
Il respiro è dentro di se.
martedì 11 agosto 2009
Nettuno
Ero lì proprio dove lei s'aspettava ch'io fossi.
Era stata una lunga e strana giornata di inizio estate.
Guardato le ore scivolare lente come gocce di condensa, un rumore leggero e fastidioso a tener fresca la camicia.
Il cielo dei pensieri increspato di nubi, sereno per pochi momenti e poi buio come fosse notte.
Raccogliere forze necessarie era necessario.
Era stata una lunga e strana giornata di inizio estate.
Guardato le ore scivolare lente come gocce di condensa, un rumore leggero e fastidioso a tener fresca la camicia.
Il cielo dei pensieri increspato di nubi, sereno per pochi momenti e poi buio come fosse notte.
Raccogliere forze necessarie era necessario.
Non ero pronto per dirle addio. Ma non lo sarei mai stato.
Scelse per me un luogo neutro, dove potessi guardare ciottoli e persone, strade e lampioni, mare e cielo senza dover per forza pensare che prima lo avessimo mai fatto insieme.
Pensarci non diminuiva il dolore.
Arrivai presto e presi a camminare senza meta.
Rovistai nel cestino delle possibilità ma quello che ne ricavai fu solo carta straccia.
S'era deciso e l'abbraccio sarebbe stato l'ultimo.
Quando la vidi mi accorsi della vanità del tramonto sopra i suoi capelli.
Sembrava provenisse dal mare partorita dalla spuma, sembrava dipingere il cielo con movimenti liquidi delle mani.
Sembrava.
Era.
Pensarci non diminuiva il dolore.
Arrivai presto e presi a camminare senza meta.
Rovistai nel cestino delle possibilità ma quello che ne ricavai fu solo carta straccia.
S'era deciso e l'abbraccio sarebbe stato l'ultimo.
Quando la vidi mi accorsi della vanità del tramonto sopra i suoi capelli.
Sembrava provenisse dal mare partorita dalla spuma, sembrava dipingere il cielo con movimenti liquidi delle mani.
Sembrava.
Era.
Affrettò gli ultimi passi e risolse l'imbarazzo in un singhiozzo che m'investi le guance e gli occhi. Ancorò la disperazione sul mio cuore spaccandolo.
Corresse il fiume del rimmel, mi porse un fazzoletto.
Il giorno calava veloce il sipario.
Ogni secondo perpetuava la litania dell'addio.
Poi mi abbracciò e spinse sulla bianca sabbia ancora tiepida.
Le sue mani a cuscino, i baci a cullare l'altalena. Il vento a suonare musica.
Si mise in ginocchio, drizzò la schiena.
Corresse il fiume del rimmel, mi porse un fazzoletto.
Il giorno calava veloce il sipario.
Ogni secondo perpetuava la litania dell'addio.
Poi mi abbracciò e spinse sulla bianca sabbia ancora tiepida.
Le sue mani a cuscino, i baci a cullare l'altalena. Il vento a suonare musica.
Si mise in ginocchio, drizzò la schiena.
Guardami amore...
Vidi rapidi bottoncini perlati sparire dietro dita gentili.
Linee di cotone comparire e adagiarsi sul giubbino di jeans.
Capelli muoversi e occhi indicare.
Il mare ci accolse per l'ultima volta insieme.
Io sparii dentro di lei.
Mi disse ti amo un milione di volte ed io sospinto in lei dalla brezza di sale capii:
nessun'altra m'avrebbe mai potuto strappare il cuore in quella maniera.
Nessun altro mare.
Mi disse ti amo un milione di volte ed io sospinto in lei dalla brezza di sale capii:
nessun'altra m'avrebbe mai potuto strappare il cuore in quella maniera.
Nessun altro mare.
Nettuno.
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