martedì 7 aprile 2026

Occhi verdi, un altro modo

Un altro profumo
Un altro modo di guardare,
un altro modo di fare, un altro modo di dire, un altro modo di dare.
Un altro modo di chiedere.
Un altro modo di tenere.
Un altro modo di baciare, un altro modo di muovere la lingua,
un altro modo di mangiare le labbra,
un altro modo di aprire, un altro modo di chiudere.
Un altro modo di abbracciare,
un altro modo di lasciare,
un altro modo di spogliare.
Un altro modo di toccare, un altro modo di esplorare.
Altri occhi
altri sorrisi
Un'altra morbidezza della pelle.
Altri brividi.
Un altro modo di fremere
Un altro modo di gemere
Un altro modo di godere
Un altro modo di fare l'amore
Un altro modo di venire
Un altro modo di abbracciare
Un altro modo di piangere.
Un altro modo di amare.
Altra acqua
Altri specchi
Altre spugne
Un altro modo di lavare
Un altro modo di strofinare
Un altro modo di asciugare
Un altro modo di stringere
Un altro modo di pensare
Un altro modo di rimandare,
un altro modo di cantare,
un altro modo di fare il caffè.
Un altro modo di baciare ancora.
Un altro modo di riflettere,
un altro modo di promettere.
Di cosa hai paura?
Di tutto questo.

venerdì 3 aprile 2026

Crudele - Per favore non piangere

Per favore non piangere.
Sono sempre con te,
anche quando ti sembrerò così distante che stenterai a trovarmi.
Perchè ti sono dentro
in quella maniera che solo tu conosci.

Per favore non piangere perchè ti amo
ed è solo perchè ti amo
che me ne vado.
Lascia che suoni ancora quella canzone che adesso ti strugge l'anima.
Per favore non piangere.
Adesso che la nebbia cala sul mare piatto
adesso che è sera
adesso che
adesso.

Per favore non piangere, sono sempre con te
ma è la classica bugia,
come un dolore chiuso a pugno,
acqua e sabbia che scivolano via.
Quando ti sembrerà così vero che ormai non ci sono
perchè è da tempo
che non ci siamo
scoprirai che non ti sono dentro
e non esiste nessuna maniera che solo tu conosci.
Per favore non piangere,
lascia che suoni ancora quella canzone
le parole che non ho mai imparato
le parole che non ho trovato
la menzogna che ho inventato

Ma per favore non piangere.

30 Agosto

Cose non dette
le tasche di un pensiero
La sabbia umida della sera
sulle passerelle di legno
il buio all'orizzonte
il sale nell'aria
lucine tremolanti

Stelle appena accese

la fine dell'estate
un amore che ritorna
la scia d'un profumo

L'idea d'un viaggio

un fiore regalato
una bottiglia di vino
una voce
un ricordo

Una lettera

Una scatola di matite

mercoledì 28 gennaio 2026

Centopensieri

Centopensieri
il primo è per lei
gli altri
novantanove
semplici
scalini

le sei
cinque ore senza
non è assenza
semmai mancanza

Basta uno sguardo
a volte
e ti prende la mente

Vuoi sapere
perchè ieri un pianeta distante
adesso un attimo costante

E allora pensi

Quei due minuti
Intensi
Quasi violenti
Il mondo che scompare
Il mondo che
si rivela
In tutta la sua
Bruttezza e bellezza
Onore e pena
Come una vela
di ritorno dalla luna
La luce improvvisa
Il buio profondo
Quei due minuti
Così intensi
Così violenti
Come un fortunale
Come un arcobaleno

Io che dimentico di esistere
Perché vivo
Finalmente vivo

Il cielo azzurro di settembre

Secondi come millenni
una spada di sole sulla fronte
le ombre lunghe nascoste
sui passi affrettati
Non perdere tempo
era avere tempo
I sogni scivolati via
come zucchero sulle chiacchere di carnevale
quello che rimaneva era sempre insipido
quando mi lasciavi le mani
il clangore sulle inferriate
una porta aperta
la vita richiusa
dentro

C'era il vento caldo di agosto sul cielo azzurro di settembre
c'era una musica
come solo il mare
come solo la spuma
come solo un bacio

Restavamo in silenzio a guardarci
a giurarci l'eterno
legati da un abbraccio senza sonno
ma che doveva
l'ora stabilita
l'ora tiranno

E l'ultimo era sempre più doloroso
come una crosta sollevata
goccioline d'amore ribelle
a tracciare una via
immaginare una vita

Io non sapevo come,
l'orchestra omaggiava la sera
con fiori di note inattese
tu mi cullavi
dentro
senza paura.

venerdì 23 gennaio 2026

Mai letto?

Si presenta che sembra il vecchio professore di filosofia del liceo che prendevo perennemente per il culo. Ci faceva lezione leggendo il libro, non rispondeva mai a domande difficili.
Dice Donato, ho una prenotazione a mio nome; ma è solo intuito perchè non capisco un accidente. Il passaporto americano rivela il luogo natio, Monselice, Italia...
Poi fa una battuta su quanto faccia caldo:
un giorno ho detto ad un amico americano fa caldo e lui ha capito fuck Aldo...
Non gradisco e lavo il sorriso con una boccaccia.
E' un tipo stranuccio direi, una decina di centimetri più del bancone, fronte larga, e occhiali rotondi sugli occhi vispi. Un viso gioviale e limpido.
Vengo dal Midwest, prosegue - e l'italiano lo parlo sempre meno.
Coelum non animum mutant qui trans mare currunt, la butta lì e non capisco.
Arrovella la lingua sulle erre che sembrano esse, trascina le altre lettere in un miscuglio di lingue possedute, dimenticate, soprassedute e sempre vive.
Il Midwest è un concetto troppo vago, come è troppo - inversamente - forte la sensazione che sia un personaggio di spicco. Gente non facile da incontrare, gente che comunica il sapere col sorriso e mostrando di non sapere, sempre pronti ad imparare insegnando.
E non a caso cade sulla Grecia.
Noi saremo sempre, dico - la culla del sapere.
Perchè dice noi?
Terreno fertile.
Socrate, la maieutica, la certezza che nessuno mai avrà la possibilità d'arrivare dove i Greci pensarono.
Dio, il concetto di dio in mille religioni, l'Islam, le contraddizioni, le risposte.
Mi trascina in cose che non so e che vorrei sapere, viaggio per lande dove sono ignorante e lo guardo con occhi di sorpresa.
Potrebbe parlare per ore, magari in passato avrà tenuto conferenze e mirato sguardi dritti d' approvazione e stima.
Quando mi si nomina la Grecia...
E' un' emozione tutta mia, mi sento fiero, nuoto con gli occhi in quel mare d'amore, parlo con calore e partecipazione speciale, parlo...
Perché di solito non parlo.
Perché di solito trattengo.
Evito.
Lo incontro l'indomani alla partenza. O check out come precisa lui.
Dico grazie perchè non è facile incontrare personaggi come lei.
E per me che ad un certo punto ho smesso di progredire, che imparo solo leggendo, che spesso dimentico che non si conosce mai abbastanza, sapere che ci sono ancora persone come lei è un piacere.


Immodestamente mi prendo la briga di scriverti che ti faccio bene e come diceva quel pazzo della 405 di ieri che sciorinava detti latini a destra e a manca, è grazie alla maieutica tipicamente greca che ti faccio uscire quello che poi tu hai piacere di far uscire.
Il tipo della 405, tale Donato, stamani mi ha intrattenuto con delle storie fantastiche. Poi è partito, è tornato, e stringendomi la mano mi ha detto: "lei è una persona estremamente intelligente, che ha paura che la gente se ne accorga e quindi fa di tutto per nascondersi alla gente."
D'impatto ho chiesto se fosse l'ennesima parabola, mi ha risposto che stava parlando di me.
Grandioso.
L'avevo fermato, prima di pagare, ringraziandolo: "sa, lei è una persona che fa bene conoscere; perchè per i tipi come me ad un certo punto la conoscenza si ferma,non si ha più tempo per studiare. E allora diventa fonfamentale l'incontro che persone che sanno e che illuminano con la conoscenza."

Ad maiora.